COMO FALAR usando o MODO FORMAL em italiano? Trattamento formale I Dare del Lei

COMO FALAR usando o MODO FORMAL em italiano? Trattamento formale I Dare del Lei

Buongiorno a tutti! Come va?

Dopo anni di totale informalità, mi pare che ci siamo..la cravatta a posto, audio, video, inquadratura, scenario, i fiori della cresima, vabbè…  possiamo cominciare.

In questo video vedrete un Pierluigi totalmente differente. Ma che dico Pierluigi? Signor Pierluigi! Prego la regia di mandare la sigla. Grazie!

Io non so, cercherò di fare tutto il video con la cravatta. Fa un po’ caldo. Ci sono 30 gradi all’ombra fuori. Ma vabbè cercheremo… vediamo fino a quando resisto.

Ma veniamo a noi. In questo video voglio trasferirvi tutte le informazioni importanti, tutto quello che dovete sapere per usare il trattamento formale quindi per dare del Lei. E i principali errori da evitare. Per questo motivo c’ho qui dei piccoli appunti per vedere, controllare, e non rischiare di dimenticare nulla. Voglio che voi sappiate tutto quello che c’è da sapere.

Cominciamo. Primo concetto fondamentale.

In Italia quando vi relazionate con le altre persone in diverse situazioni del quotidiano come ad esempio: nei negozi, in banca, al ristorante, al supermercato, dal benzinaio ad esempio, o anche col vicino di casa. Ok? Quindi in tutte quelle situazioni in cui parlate: A) con persone che non conoscete oppure B) con persone che già conoscete come il vicino di casa ma con le quali non avete un rapporto di amicizia o di confidenza dovete usare il trattamento formale detto anche trattamento di cortesia e quindi dovete dare del Lei. Ok?

Al contrario userete il trattamento informale, e quindi darete del tu, prima di tutto ovviamente alle persone della vostra famiglia. Dico ovviamente ma forse non è così scontato visto che io più di una volta ho sentito Adriana chiamare la nonna […]

Ora non so se è una cosa di Adriana o qui in Brasile è così, fatemi sapere, ok? Ma sicuramente in Italia con tutte le persone della famiglia anche nonni, trisnonni, eccetera, … si dà sempre del tu, ok?

Quindi del tu: in famiglia, con gli amici ovviamente, con i colleghi di lavoro quindi con le persone che fanno parte della stessa vostra azienda ad esempio, ok? Generalmente ci sono delle regole o delle consuetudini all’interno delle aziende.

Dove lavoravo io ad esempio si dava del tu anche al manager o al direttore anche perché li vedevamo spesso. Magari ecco… se incontravi il presidente non dicevo “Ciao come va?” dicevo “Buongiorno o buonasera come va?” “Come sta?”. Ok? E davo del Lei.

E ancora darete del tu anche alle persone che non conoscete ma che magari hanno la stessa vostra età. Quindi se siete giovani o relativamente giovani, quindi 20-30-40 anni e vi relazionate con qualcuno che ha più o meno la vostra stessa età, generalmente darete del tu, ok? Soprattutto in contesti informali, ok?

Se siete in un contesto lavorativo e quindi vi relazionate con clienti o fornitori generalmente darete del Lei, ok? Ma in contesti informali con persone della stessa età ci si dà del tu, in linea generale.

Quindi andando al pratico facciamo l’esempio del vicino di casa. Se il vicino di casa ha la mia stessa età sicuramente dirò “Ciao, come stai? Tutto bene?”, se ho una caramella in mano ad esempio gli dirò “Vuoi una caramella?” quindi darò del tu.

Ma se il vicino di casa è più grande di me, quindi ha 50-60-70 anni, tipicamente darò del Lei. Dirò “Buongiorno/Buonasera, come sta (Lei)?” e se devo offrire una caramella dirò “Vuole una caramella?”. Ok? Quindi darò del Lei.

Ora se il vicino di casa, che è più grande di età di me, è un amico di famiglia, quindi magari viene in casa a mangiare o io vado a mangiare da lui, e quindi c’è un rapporto di confidenza, allora anche al vicino di casa, che è più grande di me e ha magari 50-60 anni, darò del tu. Ma perché a quel punto subentra un rapporto di amicizia.

Ma cosa significa nella pratica “dare del Lei”? Significa che io parlo con una persona, ok? E anziché usare la seconda persona singolare del verbo ad esempio “Ciao, come stai (tu)? Il verbo è: io sto, tu stai, lui/lei sta.

Anziché dire “Ciao, come stai (tu)? dirò: “Buongiorno/ Buonasera come sta (Lei)?”. Quindi terza persona, ok?

Attenzione quindi verbo alla terza persona e “Lei” che è il pronome di trattamento che non è lui/lei con la “l” minuscola come quando stiamo parlando di un’altra persona ma é il “Lei” con la “L” maiuscola che è pronome di trattamento appunto, trattamento formale.

E questo “Lei” va bene sia per l’uomo che per la donna, ok?

Quindi “Buongiorno signor Giovanni, io sto bene e Lei come sta?” quindi do del Lei ad un uomo, ok? Ma è questo “Lei” con la “L” maiuscola.

Veniamo adesso ad un esempio pratico. Se io vado alla festa di compleanno del mio amico Vincenzo, ok? Lì incontrerò probabilmente altri amici di Vincenzo che hanno più o meno la mia stessa età e quindi sicuramente darò del tu.

E quindi: “Ciao, come stai?” “Piacere di conoscerti”, “Piacere di conoscere te” sto usando il “tu”.

Ma se incontro la mamma di Vincenzo che pure già conosco ma che ha un’età maggiore della mia e con la quale non ho un rapporto di confidenza,
in segno di rispetto, userò il “Lei” e quindi dirò: “Buonasera signora, come sta (Lei)?”.

E andando avanti continuerò con queste frasi che adesso vi leggo per rischiare di non dimenticare nulla. Potrei dire…

Ecco Pierluigi forse è meglio dire “Per non rischiare di dimenticare nulla, ok? “Signora, è da tempo che non la (Lei) vedo!” cioè è da tempo che non vedo “Lei”. Occhio a queste frasi. “Posso dirle (a Lei) una cosa?” quindi posso dire una cosa a Lei signora.

E ancora: “La (Lei) vedo dimagrita”, quindi vedo Lei dimagrita. Attenzione con la “a” sto parlando di una signora -femminile- e quindi la signora è dimagrita. Ok?

Ora se incontro il padre di Vincenzo sarà la stessa cosa, anche con lui userò il trattamento formale e quindi dirò: “Buonasera signor Michele, come sta (Lei)?”.

E qui apriamo una parentesi sul signor Michele. Con la mamma di Vincenzo ho usato semplicemente “signora”, si può usare semplicemente “signora” col femminile in italiano. Ma nel caso di un uomo non dirò “Buongiorno, signore” se conosciamo il signore diremo “Signor …” seguito dal nome come
“Signor Michele” o “Signor …” seguito dal cognome “Signor Rossi”, ad esempio cognome diffusissimo in Italia.

Qualcuno di voi si ricorderà di Rossi, lontano ’82, mondiali ’82, Rossi… vabbé… Il “Signore” da solo si usa solo se non si conosce la persona e si vuole richiamare l’attenzione: “Signore, scusi”, ok?

Quindi “Signor Michele o “Signor Rossi”. Notate che cade la “e” di “Signore”, ok? Per un motivo di sonorità, va bene? E a proposito del nome Michele… è scritto come […]. Ok? Qui in Brasile è […] ed è femminile, in italiano è Michele ed è soprattutto un nome maschile, ok? Quindi c’è questa curiosità.

In realtà ci sono tante curiosità e differenze tra i nomi brasiliani e i nomi italiani, per cui se siete interessati a questo argomento commentate qui sotto, scrivete #NOMI, ok? E io magari posso fare un video parlando di queste differenze, di queste curiosità, tra nomi brasiliani e nomi italiani, va bene?

Ma continuando con il signor Michele io dirò, o potrò dire, al signor Michele le stesse cose che ho detto alla signora precedentemente e quindi: “E’ tanto tempo che non la (Lei) vedo! “È tanto tempo che non vedo Lei!” trattamento formale; “Posso dirle (a Lei) una cosa?”, quindi posso dire una cosa a Lei.

E ancora: “La (Lei) vedo dimagrito!”. Attenzione “dimagrito”. Quindi “la vedo”, “vedo Lei” “dimagrito” con la “o” perché è maschile, sto parlando con il signor Michele che è un uomo. Quindi l’aggettivo sarà “dimagrito”.

Quindi confrontando le frasi che ho usato con la signora Rossi e col signor Rossi, cognome inventato ovviamente, cosa vediamo? Che il “Lei”, trattamento formale, è uguale. Userò sempre il verbo alla terza persona singolare trattamento formale.

Userò i pronomi al femminile: il “la”, “non la vedo” non vedo “Lei” “la”. E poi “Posso dirle una cosa (a Lei)?”, ok? Tutto questo non cambia. Cambia solo una cosa che userò il “dimagrita” femminile quando parlo con la signora, e “dimagrito” al maschile quando parlo con l’uomo, quando parlo col signore.

Bene, la stessa cosa che avviene con i genitori del mio amico Vincenzo avverrebbe ad esempio se noi parliamo col medico o con l’avvocato in un contesto formale.

Quindi ad esempio immaginate che io stia parlando al telefono, eccolo qua il telefono, col mio medico di fiducia, ok, il dottor Mazzaferri tipico cognome italiano Mazzaferri, intanto metto giù il telefono. Mazzaferri che ha due “Z” e due “R”.

Se volete sapere tutto quello che c’è da sapere sulle doppie cliccate nel link qui in alto e andate a vedervi il video sulle doppie, ok?

Quindi riprendo il telefono. Parlo con il dottor Mazzaferri, no, il mio medico di fiducia e dico: “Buongiorno dottore, come sta (Lei)?”

E ancora: “E’ impegnato (Lei)? attenzione è un uomo “È impegnato?” e ancora: “La (Lei) disturbo?”, “Posso rubarle (a Lei) due minuti?”, “Rubarle”, “Rubare a Lei” due minuti. Rubare due minuti è come dire […].

È come dire sottrarre una parte del tempo, ok? È un’espressione che si usa così anche nel linguaggio formale, ok, col dottor Mazzaferri.

Se parlo con la dottoressa Mazzaferri, femminile, dottoressa. Riprendo il telefono: “Buongiorno, come sta (Lei)?”, “E’ impegnata? femminile, è dottoressa, quindi “È impegnata (sottinteso Lei)?” non cambia.

“Posso rubarle (a Lei) due minuti?”, non cambia, “Posso rubare due minuti a Lei?”, va bene? Quindi questo è quello che avviene in un contesto formale.

Stessa situazione al telefono con un amico direi “Ciao, come stai?”, “Sei impegnato?”, “Ti disturbo?”, “Posso rubarti due minuti?”, quindi userò sempre la seconda persona e questo pronome “Ti disturbo? ” “Posso rubarti… “, ok? “Come stai?” verbo alla seconda persona. Questo è il trattamento informale quindi dando del tu.

Ora attenzione ad un errore comune che si fa col trattamento formale.

Il “Lei”, si dà del “Lei” quando si parla direttamente con la persona ma se io sto parlando con voi del dottor Mazzaferri, ok? Dirò che lui, il dottor Mazzaferri, è un maschio, lui è un ottimo medico, ok? Non dirò “Lei”… assolutamente…non sto parlando col dottore, sto parlando con voi, ok? E quindi dirò che lui, lui con la “l” minuscola, lui è un ottimo medico mentre lei, la dottoressa Mazzaferri, è un’ottima medica. In questo caso sarà sempre il “lei”, con la lettera minuscola, ok?

Sono pronomi soggetto: lui e lei. Non sto parlando con loro ma sto parlando con voi e quindi dirò “lui è un ottimo medico”, “lei è un’ottima medica”, ok?
Non si usa il trattamento formale parlando di altre persone, ok, ma solo quando si parla direttamente con la persona. Chiaro?

Ok, intanto è andato via il sole mannaggia oh…

Bene, siamo quasi giunti alla fine di questo video ma prima di andare via tre avvisi importanti, anzi no, fondamentali.

Primo: è importante vedere il video e capire, ok, la questione ma poi è fondamentale ascoltare più volte questo video affinché voi possiate assorbire queste frasi, queste espressioni, e possano diventare automatiche, ok, possiate riutilizzarle anche voi con facilità quindi fondamentale l’ascolto ripetuto.

Secondo avviso: seguitemi su Instagram. Lì sto pubblicando ogni giorno, o quasi, video sulla pronuncia, quindi se volete migliorare la pronuncia. E video con espressioni del quotidiano, ok? Quindi seguitemi là: @vouaprenderitaliano, ok, o cliccate nel link che trovate qui sopra o nella descrizione.

Terzo avviso (terzo elemento importante, fondamentale): iscrivetevi al canale. Cliccate sul campanellino, ok, per ricevere tutte le novità, tutti i nuovi video e se siete già iscritti condividete questo video con tutti quelli che possono beneficiarne, ok?

Per questo video è tutto. Io vi ringrazio.

Una sistematina al nodo. Diciamo che ho mantenuto una certa formalità durante tutto il video. Ok, alla prossima! Ciao! O “Arrivederci” magari formale “Arrivederci”.
Ciao

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