Os 8 ERROS mais COMUNS com as PREPOSIÇÕES ITALIANAS I Vou Aprender Italiano

Os 8 ERROS mais COMUNS com as PREPOSIÇÕES ITALIANAS I Vou Aprender Italiano

Ciao a tutti, come va?

Perché si dice “vado in ufficio” ma si dice anche “vado a scuola”?

E ancora perché si dice “vado al ristorante” ma si dice “vado in pizzeria”?

E ancora perché si dice “vado alle Canarie” ma si dice “vado negli Stati Uniti”?

E si dice pure “vado in Italia”?

Se volete risolvere il problema delle preposizioni, questo video è per voi. Sigla.

Cominciamo col dire che le preposizioni sono elementi della lingua che si comportano in modo un po’ capriccioso o potremmo dire anarchico. Quando mi chiedono qual è la regola, mi verrebbe da dire che c’è una sola regola cioè non ci sono regole.

Beh in realtà ci sono tante regole (regolette) ma ci sono anche tantissime eccezioni per cui molte volte non vale neanche la pena imparare la regola perché la probabilità di sbagliare seguendo la regola è molto alta. Ci sono alcune, poche, regole che realmente funzionano nella stragrande maggioranza dei casi e quindi ve le dirò in questo video.

Quindi seguite il video fino alla fine ma prima di tutto vorrei che abbiate chiaro un concetto fondamentale e questo è un mio consiglio spassionato.

Concetto chiave: non imparerete, attenzione, non imparerete ad usare le preposizioni studiandole una ad una, e imparando a memoria una lista di situazioni in cui usare ogni preposizione. Ad esempio la preposizione “di” si usa in questo, questo, questo, … caso.

La preposizione “a” si usa in questo, questo, questo, questo, … caso. No, così non funziona.

Potresti imparare, sì, la regola ma poi non riuscirete ad applicarla nella pratica.

Esempio. Se studiate la preposizione “a” alla vecchia maniera vi diranno che questa preposizione si usa per indicare un luogo (uno stato in luogo ad esempio) e quindi risponde alla domanda “dove?”. “Sono a casa”, ok. O “sono a scuola”, va bene, funziona.

Però si può dire anche “sono in casa”. E poi ci sono altre infinite situazioni in cui semplicemente non si può usare “a” per indicare un luogo.

Ad esempio io in questo momento sono in Brasile e potrei dire anche che sono al lavoro e che sono nel mio ufficio e ancora che sono nella sala di registrazione.

E allora a che serve imparare che la preposizione “a” si usa per indicare un luogo, un tempo, un modo, una qualità se poi in quelle situazioni posso usare altre 3-4-5-10 preposizioni differenti a seconda dei casi? E come per la preposizione “a” posso farvi altre decine di esempi con altre preposizioni e con altre situazioni. E quindi? Qual è la soluzione?

È evidente che la soluzione non sta nell’imparare a memoria decine e decine di regole e altrettante eccezioni, sperando poi di riuscire ad applicarle correttamente per arrivare alla lingua magari facendo ore e ore di esercizi inutili di completamento.

È chiaro che l’approccio da seguire è esattamente il contrario cioè partire proprio dalla lingua.

Bisogna conoscere la lingua, le espressioni. E come? Attraverso l’ascolto, attraverso il contatto quotidiano con la lingua autentica. Se voi ascoltate ogni giorno l’italiano parlato dagli italiani, sentirete ad esempio molte volte le espressioni “vado a scuola” “vado in ufficio” “vado al lavoro”. Per cui saprete che si dice “vado a scuola” “vado in ufficio” “vado al lavoro”. “Vado a scuola” “vado in ufficio” “vado al lavoro”.

“Vado a scuola” “vado in ufficio” “vado al lavoro”. Ok? E non avrete dubbi. Non vi porrete il problema.

Se invece partite dall’approccio opposto, partite dalla regola e vedete “vado ___ scuola”.

Dunque questo è un luogo e quindi moto a luogo, scuola inizia per consonante, no è vocale, preposizione “a”, eh no è “in”, preposizione articolata semplice: al, nella, nel, a. Boh!

Quindi punto numero uno: l’approccio. Non imparate le regole ma imparate direttamente la lingua, le espressioni attraverso l’ascolto. Punto numero due: prestate attenzione agli errori comuni che vi dirò tra pochissimo e a quelle poche e semplici regole che funzionano nella stragrande maggioranza dei casi e che vi possono aiutare a parlare correttamente.

Errore numero 1. Non si dice “sono da San Paolo”, è sbagliato! L’espressione corretta è “sono di San Paolo” sottinteso originario “di”, ok? Quindi “sono di San Paolo” significa “sono originario di San Paolo”. Esempio. “Di dove sei?” io risponderei “sono di Messina” cioè sono originario di Messina. L’espressione quindi è “sono di…” che è seguita dal nome della città o del centro abitato o del paese, della cittadina in cui si è nati, ok?

Quindi sono di Messina, sono di Firenze, sono di Montepulciano, sono di San Gimignano, ok?

Attenzione, non si dice “sono di…” seguito dal nome della nazione, ok?

“Sono di Brasile” “sono di Italia” è sbagliato! In questi casi con la nazione generalmente si usa l’aggettivo, quindi “sono brasiliano” oppure “sono italiano”, ok?

Quindi l’espressione è “sono di” “sono di”. Errore numero 2. Attenzione, non si dice “vengo di Messina” o “vengo di San Paolo”, no! Si dice sempre “vengo da…” “vengo da…” “vengo da Messina” “vengo da San Paolo”. Questo “da” indica una provenienza, ok?

“Vengo da Messina” come dire “sono proveniente da Messina”, ok?

Per ricordarvi questa cosa, pensate agli esempi illustri, il nome dei santi “Santa Caterina da Siena”, ok, che proviene da Siena, ok?

O “San Francesco d’Assisi” ad esempio, famosissimo, da Assisi.

In questo caso “da… a…” ci sono le due “a” vicine, cade la “a” e si mette l’apostrofo.

Quindi “da Assisi” diventa “d’Assisi”, ok? Quindi ricapitolando si può dire “sono Pierluigi e sono di Messina” oppure “sono Pierluigi e vengo da Messina” oppure se fossi un santo sarei “Pierluigi da Messina” o meglio ancora pensate a un artista realmente vissuto Antonello da Messina, ok? Questo è vero, Antonello da Messina un grande pittore del Rinascimento, ok? Quindi non potete sbagliarvi: “sono di…” “vengo da…” “sono di…” “vengo da…”.

Errore numero 3. Attenzione, non si dice “vengo da Brasile” o “vengo da Italia”, no, è sbagliato. Col nome di nazione si usa la preposizione articolata, cosa vuol dire?

Alla preposizione semplice “da” si aggiunge l’articolo e diventa appunto una preposizione articolata e quindi facciamo degli esempi.

Pensate a: il Brasile, l’Italia, la Francia, gli Stati Uniti.

“Il Brasile” “da + il” diventa “dal”, “dal Brasile”, “vengo dal Brasile”.

Poi l’Italia. “Da + l’ ” diventa ” dall’ ” con due “L” raddoppia, attenzione quindi “dall’Italia” “vengo dall’Italia”.

E poi “la Francia” “da + la” diventa “dalla” raddoppiamento due “L” “dalla Francia”.

E ancora “gli Stati Uniti” “da + gli” diventa “dagli” e quindi “vengo dagli Stati Uniti”, ok?

C’è anche un altro caso. Pensate a Zimbabwe, qual è l’articolo?

È “lo Zimbabwe” e quindi “da + lo” diventa “dallo” “dallo Zimbabwe”, ok?

Errore comune numero 4. Non si dice “sono in San Paolo” si dice “sono a San Paolo” “sono a San Paolo”. Regola semplice.

Davanti alle città si usa la preposizione “a” e quindi “sono a San Paolo” “sono a Roma” “sono a Firenze” “sono a Torino”. E attenzione, si usa “a” non solo per indicare che si è in quella città ma anche che si sta andando verso quella città. Quindi si dice “sono a San Paolo” ma anche “vado a San Paolo”, “sono a Roma” “vado a Roma”, “sono a Firenze” “vado a Firenze”, “sono a Torino ” “vado a Torino”.

Attenzione, se la città inizia per “a” ad esempio la città di Ancona e allora si dirà “sono ad Ancona” si aggiunge questa “d” eufonica, ok? Migliora il suono.

Quindi non è “a Ancona” che suona un po’ male ma è “ad Ancona” “ad Ancona”, ok?

“Sono ad Ancona” “vado ad Ancona”.

Errore comune numero 5. Attenzione, non si dice “vado a Italia” si dice “vado in Italia” “vado in Italia”. Regola semplice. Generalmente davanti al nome di nazione si usa la preposizione “in”, ok? Quindi “vado in Brasile” “vado in Italia” “vado in Francia”, ok? E la stessa preposizione si indica anche quando si è nel paese.

Quindi “vado in Brasile” “sono in Brasile”, “vado in Italia” “sono in Italia”, “vado in Francia” “sono in Francia”, ok? Attenzione, ci sono le eccezioni ad esempio gli Stati Uniti. “Sono negli Stati Uniti” “vado negli Stati Uniti”.

Attenzione, la stessa cosa avviene per le regioni italiane.

Quindi si dice “sono in Calabria” “sono in Veneto” “sono in Sicilia”.

Attenzione, fa eccezione la regione in cui si trova la capitale d’Italia Roma che è…vediamo se la sapete!

Il nome della regione in cui si trova Roma è “il Lazio”, ok?

Questa regione fa eccezione per cui si dice “nel Lazio” e non “in Lazio”.

Errore comune numero 6. Attenzione, non si dice “sull’internet” ma si dice “su internet” “su internet”. Generalmente la preposizione “su” si unisce agli articoli e da origine alle preposizioni articolate: sul, sullo, sulle, sugli e via dicendo.

Ma quando si parla di internet e reti sociali si usa la preposizione semplice “su” e quindi “su Instagram” “su Facebook” “su YouTube” “su WhatsApp” “su Telegram” e si dice anche “su Google” e “su internet” appunto.

Errore comune numero 7. Non si dice “dico una cosa per te” si dice “dico una cosa a te” il “para você” del portoghese non è “per te” in italiano ma è “a te” “a te”, ok? Quindi in questo caso in italiano si dice “a te” “a lui” “a lei”, va bene?

Esiste anche l’espressione “per te” “per lui” “per lei” ma quando si usa questa espressione in italiano è come dire “per te” significa Quindi “per lui” “Per lei”

Errore comune numero 8. Chi di voi ha visto il video in cui mia sorella ha fatto il tiramisù?

Il quantitativo di Savoiardi poi dipende dal vostro gusto personale.

Ripeto, io lo preferisco più cremoso ma siete liberissimi di aggiungere quanti Savoiardi insomma voi volete.

Aggiungiamo un po’ di gocce di cioccolato.

Se non lo avete visto, lo trovate nel link qui in alto. Attenzione, non si dice “il tiramisù è stato fatto per mia sorella” si dice “il tiramisù è stato fatto da mia sorella” “da mia sorella”. Quindi il del portoghese in italiano non si traduce con “per” ma si traduce con “da”, ok? Quindi è “da mia sorella”. “Por ele” “por ela” in italiano si dice “da lui” “da lei”, ok?

Attenzione, esiste ovviamente l’espressione “per mia sorella” ma se io dicessi che “il tiramisù è stato fatto per mia sorella” significa che è stato fatto affinché lei lo mangi, ok? È come se fosse

Bene, a questo punto vi lascio con tre indicazioni finali:

1) ascoltate questo video più volte per assorbire bene queste espressioni

2) condividete questo video con tutte le persone che come voi vogliono realmente imparare ad usare le preposizioni

3) ricordatevi dell’approccio generale, non concentratevi sulle regole ma concentratevi sulla lingua Ci vediamo alla prossima, ciao.

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