ESSERE ou AVERE: a regra DEFINITIVA! Boh!

ESSERE ou AVERE: a regra DEFINITIVA! Boh!

Ciao a tutti, come va? Essere o non essere? Questo è il problema! Ma che essere o non essere, il problema è essere o avere! Domanda del giorno: Pierluigi, quando devo usare l’ausiliare avere e quando devo usare l’ausiliare essere, per fare i tempi composti in italiano, ad esempio, con il passato prossimo? Bella domanda, dico io, e per aiutarvi a trovare la risposta ho pensato di fare un piccolo test.

Proverò a descrivere l’inizio di una mia giornata tipo usando solo l’ausiliare essere e poi usando solo l’ausiliare avere, vediamo cosa esce. Cominciamo con l’ausiliare essere.

Questa mattina mi sono svegliato alle 7, sono rimasto un po’ nel letto, poi mi sono alzato, mi sono vestito e sono sceso in palestra a fare una corsa. Poi, sono risalito, mi sono fatto la doccia e sono andato in cucina a fare colazione. Mi sono preso un bel caffellatte con i biscotti, poi mi sono lavato i denti e mi sono messo a lavorare al computer.

E ora,vediamo con l’ausiliare avere.

Oggi ho aperto gli occhi alle 7, ho passato un po’ di tempo nel letto, poi ho messo i piedi a terra.

Esprimere l’azione dell’alzarsi con l’ausiliare avere è complicato!

Ho indossato un pantaloncino e una maglietta e ho fatto una corsa in palestra. Poi, ho fatto una doccia e ho fatto colazione in cucina. Ho preso un bel caffellatte con i biscotti, poi ho lavato i denti e ho cominciato a lavorare al computer.

Bene, come avete visto ho usato solamente l’ausiliare essere nel primo esempio e solamente l’ausiliare avere nel secondo esempio. Sì, ok Pierluigi, interessante ma, non c’è una regola per sapere quando devo usare l’ausiliare avere e quando devo usare l’ausiliare essere? Sì, la regola c’è, e questa è la buona notizia, il problema è che ci sono mille e una regola, più altrettante eccezioni e questa, purtroppo, è la brutta notizia!

Tra le tante regole esistenti direi che vale la pena menzionarne due, che sono sempre valide fino a prova contraria.

Regola numero 1: i verbi transitivi, cioè quelli dove l’azione transita da un soggetto ad un complemento oggetto, cioè, in linea di massima, quei verbi a cui si può rispondere alla domanda “chi?”, “che cosa?”, vogliono l’ausiliare avere. E quindi, mangiare, mangio, “che cosa?”, un bel tiramisù, e quindi: ho mangiato un bel tiramisù. Oppure, conoscere, io conosco, “chi?”, Alberto e la nonna, e allora: io ho conosciuto Alberto e la nonna.

Regola numero due: e quindi, con i verbi di tipo riflessivo, cioè quelli che usano la particella riflessiva, io mi…, tu ti…, lui/lei si…, noi ci…, voi vi…, loro si…., si usa sempre l’ausiliare essere. E quindi: io mi sono…, tu ti sei…, lui si è…. Se date un’occhiata ai due esempi che vi ho fatto, vedete che queste regole sono rispettate.

Sì ma, e tutti gli altri verbi, i verbi intransitivi, ad esempio, che ausiliare usano? Boh! Boh è una tipica espressione italiana che sta ad indicare incertezza.

Eh sì perché non c’è una risposta sempre valida a questa domanda. In realtà, la miglior risposta in questo caso è: “dipende”.

E allora, Pierluigi, qual è la soluzione a questo problema? Beh, la soluzione non è nella regola, la soluzione è nella lingua!

Ebbene sì l’unica soluzione è conoscere i verbi, l’unica soluzione è conoscere la lingua, e quindi la vera soluzione è l’ascolto.

Attraverso l’ascolto ripetuto dell’italiano usato dagli italiani, voi sarete in grado di assorbire la lingua e sarete in grado, a vostra volta, di utilizzarla, inizialmente, semplicemente, per imitazione e poi, successivamente, con la pratica e con la ripetizione sarete in grado di sviluppare la vostra abilità.

Come sempre dico, la regola quando è semplice e pratica può aiutare ma non è la soluzione. Bene ragazzi, in conclusione, io vi invito ad ascoltare ripetutamente questo video, ricordandovi che avete i sottotitoli, sia su Youtube che su Facebook e ricordandovi anche che nel mio sito trovate l’intera trascrizione del video, come sempre.

Per oggi è tutto, noi ci vediamo prestissimo, ciao!


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